Ritrovi di Bonanzinga&Mari

Abbiamo visto un’infinità di immagini di città. Città diverse secondo i luoghi dove sono state costruite, la loro epoca, i loro abitanti. Le abbiamo visitate, percorse fugacemente, vi abbiamo bighellonato. Ne riconosciamo i profumi, gli odori sempre tra loro diversi. Ne conosciamo i suoni: i rumori diurni e quelli notturni. Ne riconosciamo i monumenti, le piazze più significative.

La città ipnotizza: strade, incroci, torri, spazi verdi che a volte sono anche dei giardini. La città è un groviglio che assume, dal centro alla periferia, forme diverse.

Via via che ci si allontana dal centro troviamo un ordine diverso: strutture fantasiose per ovviare alla mancanza di veri cancelli, o porte, o finestre; incroci nel nulla; rovine accostate a costruzioni recenti. Osserviamo gli abitanti che possiamo supporre essere infelici, o felici, in quei luoghi.

Da tutte queste osservazioni e riflessioni è nata la nostra ricerca: guardare la città di Roma con occhi diversi e soprattutto in momenti diversi secondo il ritmo della vita che vi si svolge; osservare la città tramite la quotidianità dei suoi abitanti.

Abbiamo trovato diversi luoghi di incontro.

“La piccola oasi” (Montesacro), uno spazio completamente rinnovato da un’associazione di anziani che ha bonificato una parte di una vasta area verde abbandonata, frequentata soprattutto da tossicodipendenti, per farne un circolo dagli arredi molto particolari: panche costruite con tronchi di alberi, sedie trovate nelle discariche, appendiabiti fatti con avanzi di vari legni.

Abbiamo trovato palestre, bar, luoghi di culto, luoghi di svago: ritrovi urbani inseriti nel groviglio cittadino che permettono di far vive una semplice socialità agli individui del quartiere.

Il lavoro è stato realizzato in digitale. La flessibilità di questa nuova tecnologia ha permesso di creare delle fotografie panoramiche che permettono di evidenziare la dimensione spaziale e temporale.

Tutte le fotografie sono alte 30 centimetri. La lunghezza è variabile, dipende dal file generato; la più lunga è di quasi 3 metri. Al momento, il lavoro comprende 13 fotografie.

Gli autori considerano questa ricerca ancora nella sua fase iniziale.

Roma, dicembre 2002

Ritrovi di Valeria Viganò

La dilatazione dell’attesa spetta a chi guarda. Perché sospeso è il tempo, davvero interminabile del momento, e lo spazio allargato. Colto dall’otturatore imparziale che ingloba porzioni intere d’esistenza. Noi siamo lì frastornati a tentare di cogliere la vita in movimento estraendola dalla vita congelata. Stop. Le belle statuine dell’infanzia si immobilizzano perché noi si possa immaginare oltre le rughe, il sonno, le bocce e le palle, le sporte e le carte, il corpo che batte: la variegata gamma dei significati e delle età.

Roma, gennaio 2024